Di Roberta Giallo

PIERRE FERRANTE E L’ARTE IPHONE-MADE

 

Avete presente i veri artisti?

Quelli puri, quelli che sono tutti assorti nel loro mondo prioritario: quello della creazione?

Quelli che creano/costruiscono qualcosa di interessante con qualunque cosa, che non hanno bisogno di tanti mezzi per fare cose belle e dotate di profondità, quelli che con poco riescono a fare tantissimo?

Quelli che spesso non hanno troppa dimestichezza col mondo pratico, “col sistema”,  con le raccomandazioni… ma che, se ti ci imbatti, non puoi non dire, “cavolo, però, forte questo/a! ha davvero qualcosa da dire e un modo tutto suo per farlo!”.

 

Uno di loro è Pierre Ferrante, e lo raccomando io, per quel che possa valere la mia “raccomandazione”. Anche se, sia chiaro, il mio tipo di raccomandazione è più vicina a quella americana che a quella italiana.

Sì, in America la parola recommendation sta ad indicare più spesso semplicemente un suggerimento, un consiglio, a visionare con attenzione e cura qualcuno che merita, non uno che si deve per forza mandare avanti, a prescindere. Uno di cui anche pubblicamente si potrebbe dire, senza imbarazzo alcuno: occhio a questa persona, perché vale davvero!

Poi, tolto che anche in America ci sono i raccomandati così come li intendiamo noi  e c’è un bel film di uno dei miei registi preferiti in cui la cosa è iconicamente rappresentata (sto parlando di Mulholland Drive di David Lynch, dove ad un certo punto uno che conta dice “she is the girl”, ad intendere che chiunque altro arrivasse per il provino di quel casting, sarebbe da trascurare, perché il potere ha già deciso a priori chi dovrà fare la cosa ambita al di là di ogni merito/qualità, e che gli altri se la prenderanno serenamente in quel posto…), chiudiamo la parentesi tonda, e torniamo al focus: a Pierre Ferrante e alla sua musica originale e tutta iphone-made.

 

Mi sono imbattuta in Pierre su Facebook. Credo mi abbia “aggiunta anni fa, finché mi sono magicamente accorta che pubblicava dei video incredibili: assolutamente musicali, tecnicamente ben registrati, parecchio ispirati, e tutti realizzati con un semplice smartphone.

Qualcuno potrebbe dire: e con ciò? Su Fb tutti pubblichiamo video in cui suoniamo e cantiamo registrati col telefonino; dove sta la novità?

 

La novità sta nel fatto che a parte l’indiscutibile musicalità e la classe-rara nel cantare, sembrano registrati/arrangiati in studio, inoltre sono stati persino inseriti così come sono (ma questo l’ho scoperto soltanto quando ho chiesto a Pierre di inviarmi la sua biografia) in diverse colonne sonore di film.

 

Non amo accostare artisti ad altri artisti, soprattutto quando godono di luce propria e di originalità, ma giusto per sensibilizzarvi, affermo con serenità che Pino Daniele ha “un cugino”, un  discendente, che proviene da un pianeta simile, che è intriso di soul e funky, e che come lui fonde musicalità-soul con testi in italiano (talvolta anche in inglese) in un  modo che mi ha fatto pensare proprio al geniale e inimitabile e talentuoso e  super-musicale Artista scomparso.

 

Fammi capire a chi mi fai pensare e  ti dirò chi sei: gli accostamenti quando non sono dovuti al brutto tentativo di emulare l’inimitabile, possono invece servire ad accrescere il seguito di un artista che proviene da un certo background, in forma più o meno conscia, più o meno dichiarata, più o meno dovuta ad una questione di DNA.

Ci sono persone con gli occhi azzurri, altre con i capelli rossi, poi ci sono persone con  lo swing nella testa e nelle corde vocali, nell’intuizione di fare/comporre canzoni: e la condividono, come una specie di somiglianza, “di marchio” di qualità.

 

Io non so ad oggi cosa desideri Pierre Ferrante: se il successo, se fidanzarsi e metter su famiglia (magari è già sposato e con figli, non lo so) se starsene a casa sua a continuare a fare filmati; però vi dico, “voi del mondo indipendente” o che avete a cuore gli artisti indipendenti, dategli un’occhiata, perché secondo me, questo ragazzo dall’aria timida e un po’ eccentrica  ha molto da regalarci con le sue note.

Lo troverete suyoutube, instagram, facebook, (profilo e non pagina) e varie piattaforme streaming…

 

Non mi resta che darvi appuntamento a Martedì prossimo, allegare una breve bio dell’artista e poi il rimando ad un suo pezzo meraviglioso che si intitola A Discrezione del Mondo e sul quale Pierre mi ha detto: “Ho sempre sentito di essere legato ad una dimensione che mi piace immaginare come uno spot Campari, e la musica è tra i pochi modi che conosco per accedervi, per tornare a casa, ecco; ti lascio immaginare quanto per me sia importante”.

Io invece ti dico che ti auguro di realizzare rigorosamente con smartphone la colonna sonora del prossimo spot Campari… che dite?

 

 

2010

Completamente autodidatta, inizio scrivendo il brano Mille Storie e interpretando Voglio Vivere di Livio Minafra (compositore e pianista vincitore del prestigioso referendum “Top Jazz” nel 2005, 2008 e 2011), nell’ambito del progetto Action Band (direzione artistica a cura di Livio Minafra).

2012

Partecipo alla realizzazione della colonna sonora del film Paradox (di Christian Mono) con il brano La Morte di un Bacio.

2013

Pubblico Annabelle, il mio primo album di soli inediti, e firmo con l’etichetta londinese Red Rockit Records per la release di alcune versioni “remix” di Gipsy Soul, uno dei pezzi dell’album.

Scrivo le musiche di Dimmi cosa senti – Tell me what you feel, cortometraggio d’esordio del regista Paolo Strippoli (vincitore del prestigioso premio Solinas nel 2019 che, tra gli altri, ha lavorato con Gianni Amelio, Daniele Luchetti e Antonella Attili), con Alberto Rubini e Andrea Simonetti, e selezionato nel 2015 al RIFF – Rome Indipendent Film Festival.

2014

Firmo con Pippola Music (l’etichetta che ha lanciato Brunori Sas) per la pubblicazione/distribuzione sulle principali piattaforme di streaming e download musicale di You, Babe, il mio secondo album di soli inediti di cui hanno parlato anche alcune tra le maggiori riviste di musica indipendente (Rumore, Rockit, SentireAscoltare).

2015

Partecipo con il brano Il Gatto alla realizzazione della colonna sonora di Fusa (produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma), un corto di Paolo Strippoli (con la supervisione di Fausto Brizzi) con Daniele Mariani (Fabrizio De Andrè – Principe Libero, Io sono MIA, Tutto può succedere 2-3) e Maria Chiara Giannetta (Bentornato Presidente, Don Matteo 9-11-12, Un passo dal cielo 4).

2016

Miranda Mon Amour, brani che ho scritto rispettivamente nel 2013 e nel 2015, vengono scelti da Paolo Strippoli come musiche per il suo corto Storia triste di un pugile scemo – The Loony Boxer (in cui recito nei panni di me stesso), con Cristina Donadio (Gomorra – La serieLa Squadra), Lorenzo Renzi (Romanzo Criminale – La serieIl professor Cenerentolo, Sotto una buona stella) e Daniele Mariani, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e distribuito da Premiere Film.

Questo lavoro (che mi ha permesso di entrare a far parte di IMDb – Internet Movie Database) è stato proiettato nell’ambito di numerosi festival e concorsi, quali: Festival del Cinema Europeo 2019I LOVE GAI 2018 (75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia), Camerimage Festival 2018.

 

 

A DISCREZIONE DEL MONDO

Musica, testo + arrangiamento: Pierre Ferrante

Voce, cori, chitarra: Pierre Ferrante

Record, Mix & Master + foto/artwork Copertina: Pierre Ferrante

Made on iPhone

 

 

Leggi QUI l’articolo originale sul sito del MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti.

 

Roberta Giallo

 

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